venerdì 17 giugno 2016

PERSEPOLIS: un film d'animazione per adulti che ha scuscitato molte discussioni, sopratutto ne suo paese!!!!!!!!!!

Film d'animazione del 2007 basato sulla graphic novel autobiografica omonima, di una regista iraniana Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud.
Candidato all'Oscar come miglior film d'animazione e presentato in concorso al festival di Cannes, ha vinto il Premio della Giuria.
Il film ha suscitato violente proteste da parte del Centro Cinematografo Iraniano con tanto di rimostranze ufficiali.
Il titolo è un riferimento all'antica città storica di Persepoli.

                                              Locandina del film.                                           
                                                    
 
In Italia il film è uscito nelle sale il 29 febbraio 2008
 LA  TRAMA
Prima di tutto è il caso di ricordare che questo film ad animazione è una AUTOBIOGRAFIA di Marjane Satrapi.. è la sua storia...
Il film si apre con una Marjane matura al suo arrivo in Francia, mentre in un flashback ripercorre la sua vita.
Marjane é un'allegra ed energica bambina che cresce sotto la dittatura dello Scià. I suoi genitori sono di educazione cittadina borghese e si augurano l'arrivo della democrazia con la fine del dominio dello Scià.
Quando scoppia la lunga guerra (Iran-Iraq) i suoi genitori cominciano a temere per la sua sicurezza e per il suo benessere, in quanto il controllo sui costumi diventa sempre più rigido e Marjane non riesce a contenere la sua ribellione. 
Infatti prima che i suoi genitori la spediscano a Vienna, a soli quattordici anni scopre il Punk, i Bee Gees, gli Abba e gli Iron Maiden.
Il film d'animazione racconta sia della guerra, ma sia per la maggior parte del tempo  della crescita interiore di Majane.
La sua infanzia, l'adolescenza e la giovinezza durante la rivoluzione islamica e le costrizioni che essa comporta.
Sarà, infatti, costretta ad abbandonare il Paese quando la sua sicurezza viene quotidianamente minacciata dai "guardiani sociali".
Marjane viene mandata a Vienna grazie all'aiuto di un'amica della mamma.
La ragazzina iraniana però non si adatta bene in Austria, l'amica della madre la ricovera in un'altra casa e Marjane sente sempre più la solitudine. 
Incontra anche un ragazzo con cui scopre l'amore, ma la relazione non ha successo e Marjane subisce una delusione tanto forte da metterla in una crisi, così profondamente da spingerla ad una vita da barbona e a dormire per le strade di Vienna.
Rischia la vita anche a causa di un caso grave di bronchite che la porta al ricovero in ospedale. Dopo chiede ai suoi parenti di ritornare in Iran, senza che essi le pongano però alcuna domanda.
Marjane dopo aver sperimentato il dolore dell'esilio e l'ingiustizia del pregiudizio,
torna nella sua terra natale.
Si deprime nel vedere la situazione in cui versano la sua famiglia e i suoi amici soggetti ad un regime sempre più duro e repressivo, severissimo soprattutto sui costumi. Alla fine Marjane emigra a Parigi, lasciando la sua famiglia.
Capendo a 24 anni che una volta per sempre il suo posto è altrove.

                                                  il trailer del film


Un film d'animazione realizzato con semplicità estetica ma con classe
anche se con immagini disegnate in modo semplice il film d'animazione ci riesce a raccontare molto e soprattutto a trasmettere molte emozioni sia positive che negative, della guerra e della protagonista Marjane
 Un film d'animazione semplicemente fantastico 




La Satrapi ha detto: "Nonostante questo film sia universale, voglio dedicare il premio a tutti gli Iraniani."

LA COLONNA SONORA è bellissima
La colonna sonora riveste un’importanza sostanziale nella buona realizzazione di un film qui il compositore Oliver Bernet riesce a raccontarci con le musiche gli stati d'animo della protagonista.
Marjane da una parte, dunque, e il resto del mondo dall’altra. Marjane al centro della scena, e gli eventi alla periferia della stessa, pronti ad ispirare e/o a plagiare i comportamenti della protagonista. A fare da unione tra le due realtà è la musica. Una musica abilmente composta ed eseguita da Olivier Bernet, che ha saputo cogliere appieno i diversi sentimenti e stati d’animo di Marjane, a seconda che questa si trovi in famiglia, a scuola, in prigione, a Teheran o a Vienna, riuscendo ad imprimerli emotivamente negli spettatori.
 
Dal punto di vista tecnico, il soundtrack di Olivier Bernet gode di una buona varietà sonora ed è difficile provare di inquadrarlo in un unico genere musicale.
In questa colonna sonora troviamo sonorità jazz, disco-music mediorientale, ballate e canzoni d’autore francesi.
Per chi volesse ascoltare in anteprima le note di Olivier Bernet, è possibile farlo direttamente sul sito ufficiale di Persepolis, dove nella sezione audio sono presentate le 25 tracce sonore, adoperabili per intero.
Un cenno particolare meritano la splendida Marche Persane e le “nuova versione” di Eye of the Tiger, cantata e “stonata” dalla voce di Chiara Mastroianni.
Per finire,questa colonna sonora riesce a farti sognare.
Bellissime le tracce n° 1 - Persepolis Theme,la traccia n° 18 - Love and Hate,la n° 5 - La Bonne Leçon e la n° 8 - Va T'en.
Il film appunto,è fantastico anche grazie alla colonna sonora che riesce a coinvolgere lo spettatore in una maniera incredibile.
 
 

 


martedì 5 luglio 2011

The Tree of life: un film con troppi significati universali,lento e con immagini caotiche!!! Da vedere solo per la bellezza delle immagini, qualche bella frase e curiosita'!!!!

UN FILM PIU' ESISTENZIALISTA ED ESTETICO CHE DRAMMATICO,  PURTROPPO    ANNOIA UN PO'!!!!!!!!!!!

                                     THE TREE OF LIFE ("L'albero della vita"), vincitore della PALMA D'ORO al 64° Festival di Cannes.

Un film di Terrence Frederick Malick, regista americano, sceneggirtore, produttore  cinematografico, attore e compositore statunitense.
Conosciuto per come gestisce la sua vita privata, pur essendo un personaggio pubblico di un certo calibro nell'ambito del cinema, vive una vita molto riservata (non concede interviste dal 1973, non vuole essere fotografato e nel suo studio non è permesso entrare nemmeno alla moglie).
 Malick è considerato un regista di grande prestigio, nonostante abbia diretto solo cinque film in poco meno di quarant'anni di carriera, per via della sua pignoleria maniacale .
 Io parlerò del suo ultimo film, sempre con gran umiltà e come ho detto già all'inizio del mio blog, con un pò di incoscenza o sempplicemente di esprimere ciò che penso su qualcosa che amo molto cioè il cinema.

Trama: siamo nel 1950, Jack e i suoi fratelli vivono nel Midwest, scoprono il mondo e perdono la loro innocenza a contatto con la perdita e col dolore. La natura bruta e la grazia spirituale accompagneranno le loro vite per sempre.

                                                 THE TREE OF LIFE

HO SCELTO QUESTA LOCANDINA PERCHE' PER E' QUELLA CHE RAPPRESENTA SI PIù IL FILM.
Questo è un film che racconta la storia o più storie...perchè è veramnte intriso di vicende e accadimenti. Per me son troppi e spiegati dal punto di vista del regista (qui gran visionario) male o in modo troppo complicato, difficile per un pubblico pagante non cinefilo. Il quale deve assistere ad un fil che dura ben 2 ore e dove ci sono moltissimi silenzi e una sequnza d'immagini non parlate.
Troppo metafisico, dall'impatto visivo molto ricercato, contemporaneo; i silenzi è vero che a volte parlano più delle parole, ma qui non hanno funzionato perchè nè le belle immagini e nè il modo di raccontare la trama di questa storia ( che ruota intorno ad una famiglia texana degli anni cinquanta) riescono a colmarli, lasciando un vuoto che lo spettatore non regge mentalmente e visivamente, arrivando poi ad annoiarsi.
Molte le scene immaginifiche, i significati trascendentali di alcune immagini, il film è pieno di belle immagini dal punto di vista estetico e creativo , come la fotografia, le luci ma non bastano a tener viva l'attenzione dello spettattore anche quello più appassionato di cinema.
Il quale starebbe lì a scervellarsi per capire il film dall'inizio alla fine, cosa un pò difficile da fare!!! Anch'io che sono una grande appassionata di cinema, pur impegnandomi ho fatto veramente fatica a capire tutto il film.
Il film vuole parlare di molte cose: della morte;
della genesi della'Universo di conseguenza della genesi della vita umana, partendo dall' era dei dinosauri per poi arrivare all'uomo; della nascita;




Una delle immagini più belle del film.



del rapporto padre e figli;
dell'accettazione della morte; 
il rapporto con Dio e la Natura;
di ciò che accade di brutto portandoti a porti domande esistenzialiste come poi farà il piccolo protagonista, pur essendo così piccolo...sarebbero infiniti i significati che questo regista voleva trasmettrci, infiniti come i minuti trascorsi in sala per alcune persone che mi erano accanto al cinema e un pò anche per me.
                                         
                                                   Il TRAILER

Mi è piaciuto per il 40 % perchè alcune immagini sono veramnte belle esteticamente; i significati molto importanti della vita che lui ha porvato a spiegarci dal suo punto di vista creativo e per il finale forse ( che dicono non ci sia ), perchè è il pezzo che ho capito meglio
Nelle pezzo finale vedremo le sequenze Delle due porte che devono attraversare, una Sean Penn e l'altra il fratello morto del protagonista accompagnato dalla madre.
La porta che attraversa il protagonista da grande è la porta che lo condurrà tramite se stesso da giovane nel passato, cioè dala sua famiglia, dal fratello morto, dai sui amici e altre persone.
L'altra porta è quella che definirei "dell'accetazione della morte", in cui la madre con gran dolore, alla fine del film, lascia andare suo figlio. Queste sequenze le ho trovate un bella idea da realizzare visivamnete, come poi ci è riuscito il regista.
Anche la sequenza delle immagini dove si vede uno stormo gigantesco in mezzo ai grattacieli, non so se volesse spiegarci del grande contrasto che c'è tra la natura e la città?! Dove loro riescono a muoversi in maniera disarmante pur non essendo nel loro habitat naturale che li contrasta e andrà, ha causa del progresso a contrastarli sempre di più con il passare degli anni, decenni, secoli.
Per il resto ci sono delle belle parole alla fine del film, domande particolari che si pone il piccolo protagonista parlando con Dio, che ho trovato interessanti, la recitazione di Brad Pitt e del piccolo protagonista credibile e ben recita. 
 Le musiche sacre, le uniche della colonna sonora, alternate a le visioni "bibliche".
Utilizza un linguaggio,  puro, rigoroso, perfetto, bellissimo,  ma difficilissimo da seguire e da metabolizzare.L'aurea filosofica e religiosa è opprimente, continuamente e costantemente richiamata all'attenzione tramite le voci sussurrate dei protagonisti.
Purtoppo il film è lento, esagerata  è la presenza di simboli spesso indecifrabili e addirittura difficilmente collegabili alla storia, tutte queste cose ne fanno un'opera veramente alta dal punto di vista artistico, ma clamorosamente impossibile da godere.
Difficile  da comprendere come è poi difficile capire la vita, o comprensibile solo ai bravi critici cinematografici? Forse la seconada, perchè io ho fatto veramente fatica a capire tutto il film, infatti qui avete trovato tutto ciò che posseggo delle mie capacità comprensive di cinema.
                       
DA VEDERE PER CURIOSITA' E PER LA BELLEZZA DELLE IMMAGINI.




La colonna sonora è curata da Alexandre Desplat, autore anche delle musiche di “Tamara Drewe-  Tradimenti all'inglese”.
Curiosità: nel film anche il compianto Heath Ledger avrebbe dovuto avere una parte.

                              CHERU82

venerdì 17 giugno 2011

Un film che sconsiglio se non siete amanti del genere “American Pie” o di film ancora più volgari.



Un film poco adeguato ai minori di 14 anni e stupido!!!!!!!!!!!!
                                             COMMEDIA ROMANTICA
USCITO IN SALA 11GIUGNO 2011

La trama del film:
Zack e Miriam condividono uno squallido appartamento alla periferia di Pittsburgh, oltre ad un rapporto d'amicizia estremamente schietto e gioviale che dura dagli anni del liceo. Entrambi vicini ai trent'anni, continuano a vivere di piccoli lavori insignificanti con cui non arrivano neanche a pagarsi le bollette e di storie occasionali. Una sera, durante una festa di riunione coi vecchi compagni di liceo, Zack e Miri ritrovano Bobby Long, ex-stella del football e ragazzo più ammirato della scuola, diventato nel frattempo il partner di un famoso attore di gay porn californiano. Quest'ultimo riconosce Miri come la protagonista dalle mutande imbarazzanti di un filmato ripreso di nascosto che ha già fatto il pieno di contatti in rete. La serata fa venire a Zack un'idea: darsi al porno amatoriale su internet per sbarcare il lunario.
Dai qui in poi il film è un semi porno con un finale scontato e patetico .
IL MIO PENSIERO
Sono entrata in sala pensando che avrei visto una commedia divertente e brillante e dove il fattore sesso, si vedesse e non vedesse, siccome è una commedia.
Ma da subito ho capito che mi trovavo davanti ad un’altra commedia indefinibile, per sua la  volgarità che ho dovuto subirmi per tuta la proiezione del film.
Non so come abbiano fatto a definirla commedia romantica, quando ho letto sotto che genere era stato messo questo film mi  son fatta una grossa risata, qui si che ho riso...!!!!!

Un film che inizia subito con battute volgari e parolacce che si  prolungano per tutto il film.
Si ride poco alle battute cretine dei protagonisti, perché a volte troppo volgari per  far ridere; “Una notte da leone” a confronto è un film per signori.
Dialoghi disgustosi e scurrili per attori che però li interpretano bene, diventando quasi delle macchinette umane “spara parolacce e stronzate” in maniera disarmante, come se la vita fosse parlata veramente così.
Questo forse è l’unica cosa che si salva, giusto per  per  salvare l’insalvabile.
 Il resto del film è veramente bruttino e doveva essere vietato ai minori di 18 anni, perché è quasi un porno con scene ben visibili e poi il finale è scontatissimo e patetico!!!!!!!!!!!!!
Menomale che, alla fine ha vinto l’amore, facendoci capire che esso è più importante del denaro, perché sennò avrei chiesto subito e in modo irritata il rimborso del biglietto!!!!!!!!!!
Io che amo molto il cinema mi arrabbio parecchio quando vedo questi film inutili, neanche divertenti, perchè sono uno spreco di denaro per chi fa il film e chi lo va a vedere!!!
                   Debbycheru82
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giovedì 16 giugno 2011

Un straordinario viaggio nella mente di uomo grazie al film "LO SCAFANDRO E LA FARFALLA".

Un poetico film Francese del regista Julian Schnabel del 2007, tratto da uno straordinario libro di JEAN-DOMINIQUE BAUBY.
Vincitore al Festival di Cannes come "Miglior Regia" ; ai Golden Globe come "Miglior film" e "Miglior regia".

LA LOCANDINA DEL FILM
                          Il film racconta la storia vera di JEAN-DOMINIQUE BAUBY, autore di successo e redattorecapo della prestigiosa rivista francese ELLE, un uomo in carriera circondato da donne bellissime e da una vita decisamente chic e glamour.
Colpito da un ictus all'età di 42 anni il 9 dicembre del 1995 da una rara sindrome, chiamata "locked-in syndrome": una sindrome rara ed estremamente grave che lo getta in un coma profondo da cui esce dopo molti giorni completamente paralizzato.
La sua piacevole vita verrà spezzata ed interrotta da questa mallattia che lo renderà disabile.
Durante la malattia riuscirà a scrivere un libro (autobiografico) su ciò che sta vivendo, in quei momenti di completa paralisi CON GRANDE FORZA D'ANIMO.
 Utilizzerà l'unica parte del corpo che riesce a muovere, la palpebra dell'occhio sinistro, con la quale insieme ad una caparbia ortofonista e ad una redattrice del suo editore, aiuteranno Bauby a creare un modo di comunicare ( un battito della palpebra corrisponde ad un "sì", due battiti corrisponderanno ad un "no") con il mondo esterno. Un nuovo alfabeto che lo porterà a realizzare un libro sul percorso doloroso e speranzoso, uscito in Francia nel 1997 con il titolo che ora ha il film.
Il suo corpo è immobile e pesante come uno scafandro e la la sua parte celebrale è viva; il pensiero e la palpebra sinistra che reagisce ai sui comandi gli permette di liberare la farfalla del pensiero. Con essa ci comunica i suoi sentimenti, desideri, disagi e grida di dolore vivi in lui.
L'uomo con grande lucidità ed ironia inizia a osservare il mondo e i paradosssi della propria esistenza con uno sguardo completamente nuovo esprimenndosi attraverso monologhi interiori.
Nel film vedremo e vivremo i rapporti con le sue donne e l'emozionante rapporto con il padre prima e dopo la malattia.
                                                     IL TRAILER
                                                
Un film realizzato veramente bene, il regista, a mio parere  ha creato un capolavoro, utilizzando un miscuglio di flash back, di viaggi della mente e dell'occhio della camera che è veramente l'occhio da cui vede il protagonista. 
Riesce a farci entrare molto bene nei pensieri, nell'immaginazioni e nelle memorie, parti vitali del protagonista. Tutto tramite una complessa e ambiziosa SOGGETTIVA SONORA del personaggio, data dalla voce fuori campo (EXTRADIEGETICA) e dai FLASHBACK.
La soggettina sonora è ben riuscita per merito della bravura di JULIEN SCHNABEL (regista, pittore e scultiore), il quale ci permette di entrare con facilità nel profondo dell'anima.
 Nella prima metà del film ci troveremo a vivere (tramite la soggettiva) come il protagonista, con inquadrature sfuocate, particolari che ci faranno entrare nel suo mondo visivo.
Il film suscita sensazioni forti, cluastrofobiche ed emozionati  riuescendo pero,  ad essere poetico,autoironico, non retorico ma alla stesso tempo commovente.
Un montaggio ben cosrtuito, bravi attori, straordinaria é l'interpretazione del personaggio da parte di  MATHIEU AMALRIC, che recita in maniera secondo me divina, rendendo credibilissimo il protagonista del film.
Da vedere perchè insegna molte cose sulla vita,sul valore di ciò che siamo e che possiamo fare.

UN SUO PENSIERO DEL PROTAGONISTA:

" L'IMMAGINAZIONE E LA MEMORIA SONO I SOLIMEZZI CHE HO PER USCIRE DAL MIO SCAFANDRO"


                                 IL LIBRO DA CUI è TRATTO IL FILM:


Jean-Dominique Bauby
Lo scafandro e la farfalla

"Ha voglia di dire qualcosa alle persone che si muovono?"
"Continuate. Ma fate attenzione a non essere divorati dalla vostra agitazione. Anche l'immobilità è fonte di gioia."

Da un'intervista rilasciata da Bauby a Erik Orsenna per "Elle"


venerdì 10 giugno 2011

Mondiali di calcio del 1978 e fatti di cronaca raccontati in " Complici del silenzio" del regista impegnato Stefano Incerti

Un film molto interessante più che bello!!!!!!
E' quello del regista impegnato Italiano Stefano Incerti cioè "Complici del silenzio" dove il titolo del film già dice tutto...
 ci vuole far conoscere un avvenimento veramente accaduto negli passati.

Storia che racconta "un fatto delle storia" o meglio della dittatura di Videl in Argentina dal 1976 al 1981 ma, il regista lo fa raccontando la dittatura in un momento particolare dove tutti avevano gli occhi puntati in quel paese per motivi sportivi, i Mondiali di Calcio del 1978.
I mondiali del 1978 rappresentano forse l'edizione più contestata e drammatica della storia, almeno sotto il punto di vista organizzativo. Ad avanzare la candidatura, da anni, è l'Argentina. Il paese riceve l'incarico di organizzare i mondiali ma la situazione è disastrosa.
Tutto ciò lo potremo vedere tramite gli occhi di un giornalista sportivo interpretato dal bravo Alessio Boni che si ritrova in Argentina, a Buenos Aires ospitato da parenti, dove s'innamorerà anche di una donna. Inconsapevolmente viene coinvolto in un’intricata vicenda politico-militare che gli farà scoprire un’atroce verità e metterà in pericolo molte vite. 
Quella verità che lui e tutti coloro che non vivevano sotto la dittatura, non potevano neanche immaginarsi.
Il protagonista non pensava di trovarsi davanti ai suoi occhi (stupefatti) un orrore del genere cioè il male, quello infido che colpì moltissima gente innocente.
La dittatura militare impone al popolo sacrifici e persecuzioni feroci, migliaia di studenti, sindacalisti e politici vengono torturati e fatti sparire (sono gli anni dei “desaparecidos”).
I media che sono" COMPLICI DEL SILENZIO" cioè: carta stampata, giornali e televisioni, che per troppo tempo hanno taciuto sull’orrore consumatosi in Argentina fra il 1976 ed il 1983: più di 30.000 desaparecidos in soli 6 anni.
E’ lo Stato italiano di allora, colpevolmente cieco e sordo per preservare gli accordi economici e commerciali esistenti con l’Argentina.
UN FILM coinvolgente e rivelatore nei fatti, raccontati da un regista che si è sempre impegnato a raccontare la realtà e il vero. A volte con durezza, violenza ponendo lo spettatore a doversi confrontare con una realtà dolorosa, tenuta nascosta e purtroppo vera.
Il film è ben recitato , le immagini e i luoghi son realizzati con cruda limpidezza per riportarci in qui luoghi dove le atrocità avvenivano e hanno poi fatto la storia sulla pelle dell'essere umano!!!!!!!!!!!
cheru82
IL TRAILER DEL FILM

martedì 7 giugno 2011

Uno intenso viaggio attraverso il quarto film di Sean Penn "In to the wild".Troverete immagini, info generali e colonna sonora

Uno intenso viaggio attraverso il quarto film di Sean Penn "In to the wild" con, una straordinaria colonna sonora di Eddie Vedder.
Uno è il bellissomo film realizzato nel 2007 da Sean Penn, il suo quarto film, uno straordivaria visione della vita, attraverso le VICENDE VERE di un giovane americano che decide d'intraprendere un avventura solitaria, senza denaro negli U.S.A per arrivare in Alaska.
In questo viaggio cerca la verità, quella verità che da piccolo gli è stata nascosta, ora la cerca nella vita come una meta e come un obbiettivo, portando se stesso all'estremo di ogni cosa, dal pensiero interiore al modo di vivere il suo viaggio.
 Con intensità e spiritualità userà tutto il suo corpo, dalla mene all'anima, arrivando nel profondo cioè "al midollo dell'anima" con gran consapevolezza per quasi tutto il viaggio.  
Il suo bellissimo viaggio, avventuroso e pericoloso è per lo spettatore un viaggio all'interno della complessa personalità del protagonista e dei luoghi che attraversa, per fuggire dalla terra nativa che lo ha tradito fin dalla nascita.
Incontrerà persone interessanti che non lo distoglieranno dal suo obbiettivo, raggiungere l'Alaska e isolarsi per vivere a stretto conttato con la natura per sentirsi vivo.
 Con saggezza dice frasi stupende come:
"NELLA VITA QUELLO CHE CONTA NON E' ESSERE FORTI MA PIUTTOSTO SENTIRSI FORTE, MISURARSI ALMENNO UNA VOLTA";
- "SE VUOI QUALCOSA NELLA VITA, DATTI DA FARE E PRENDITELA!"
sono le frasi più belle del film insieme alla frase finale che, è  il messaggio più forte che ci lascia il protagonista e lo stesso Chris MCCandless : " LA FELICITA' VA CONDIVISA".
Un FILM ben fatto, avvincente ed emozionante grazie alla fotografia, scenografie e luoghi stupendi,colori naturali e veri come il protagonista ed infine una magnifica colonna sonora di Eddie Vedder, tutta da ascoltare e con testi veramente profondi a partire da "Society" a "No ceiling".
La recitazione dell'attore protagonista è straordinaria, la sua trasformazione fisica è veramente incredibile, se pensiamo al protagonista all'inizio e alla fine del film. Armonioso con la natura che lo circonda e delicato con le persone che incontra finisce con l'interpretare ciò che realmente era Crish McCandless, trascendendo se stesso per raggiungere un'altra personalità e poter creare uno straordinario personaggio; il giovane attore Emile Hirsh qui ci è riusito.
Il finale è ben fatto e ti fa vivere tutto con grande lucidità, insieme al protagonista, tradito dalla sua parte inconsapevole.
-FOTO DEL FILM-
COLONNA SONORA:   
La colonna sonora di 'Into the wild' è stata composta da Ed Vedder che ha inciso 11 canzoni insieme a vari ospiti come Corin Tucker (delle Sleater-Kinney) e Jerry Hannan, andando a formare il lavoro che piu' si avvicina ad un suo album solista.
http://www.pearljamonline.it/intothewild/intothewildindex.htm

IL LIBRO DA QUI E' TRATTO IL FILM : "NELLE TERRE ESTREME" di Jon Kraukaer





giovedì 2 giugno 2011

un pensiero su un bellissimo film " A single man" di Tom ford

Questo film mi è rimasto molto impresso per la sua bellezza estetica e visiva con cui è stato realizzato dal regista/stilista Tom Ford.
La storia avviene nell'arco di una giornata,negli anni sessanta, il protagonista è interpretato da Collin Firth, il quale addolorato per la perdita del compagno, affronta il lutto in grande solitudine.
Egli incontrà pochi personaggi ma molto particolari tra cui la migliore amica interpretata dalla bravissima Jullienne Moore,uomini a lui conosciuti e sconosciuti e inevitabilmente i suoi vicini di casa in particolar modo i bambini.
Il film è ben fatto,curato, raffinato ed elegante in tutte le scene dove il protagonista interagisce sia con le persone, che con gli ambienti in cui si troverà in quella giornata vissuta come tante altre dopo il lutto. Le scene sono quasi oniriche e fatte con colori sgrargianti che colpiscono l'occhio dello spettatore.
Ho trovato interessanti l'utilizzo dei rallenty e dei flash back, i quali vengo utilizzati per farci vivere le sue pene: quelle "dei bei ricordi" che fanno ancora male per poter essere ricordati e quelle "dei momenti della giornata" dove il protagonista vive i suoi stati d'animo angoscisi in solitudine.
Questi stati d'animo vengono , dal regista,  rappresentati veramente bene e le stesse immagini son  ben fatte, ci permette di capire ancora di più le pene del protagonista, in una soggettiva del personaggio ben realizzata.
Egli  ci appare esteriormente in un modo e interiormente in un altro; nel primo modo appare integro, ben vestito, educato nei modi di fare e raffinato ma, questa raffinatezza viene messa in contrasto con tutto il suo dolore che non può essere vissuto in modo composto o gestibile con grande facilità come può essere l'apparire davanti agli altri. Vive un dramma molto forte che riesce a nascondere bene in luoghi comuni ma non in casa, dove il suo dolore  indelicato esce fuori sempre con delicatezza e fascino grazie alla bravura dello straordinario attore Collin Firth.
Il finale è prevedibile ma non come noi pensavamo, il regista qui colpisce lo spettattore fino in fondo, nel profondo dell'anima, anima che il protagonista non si sente più dentro in quanto persa nel suo dolore uniersale.
Un film melo-drammatico da guardare come ho già detto prima per la bellezza estetica delle immagini, l'eleganza degli ambienti, vestiti...tutto appare perfetto in contrasto alla sofferenza del protagonista, la bravura degli attori e del neo regista/stilista Tom Ford.
                                        cheru82
                          IL TRAILER DEL FILM

                        IMMAGINI CON I PRINCIPALI PROTAGONISTI DEL FILM  

Per chi volesse leggere il libro da cui è stato tratto il film: eccovi il titolo e l'autore del libro.


http://cineocchio.altervista.org/wordpress/2010/01/12/a-single-man-2009-di-tom-ford/

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