THE TREE OF LIFE ("L'albero della vita"), vincitore della PALMA D'ORO al 64° Festival di Cannes.
Un film di Terrence Frederick Malick, regista americano, sceneggirtore, produttore cinematografico, attore e compositore statunitense.
Conosciuto per come gestisce la sua vita privata, pur essendo un personaggio pubblico di un certo calibro nell'ambito del cinema, vive una vita molto riservata (non concede interviste dal 1973, non vuole essere fotografato e nel suo studio non è permesso entrare nemmeno alla moglie).
Malick è considerato un regista di grande prestigio, nonostante abbia diretto solo cinque film in poco meno di quarant'anni di carriera, per via della sua pignoleria maniacale .
Io parlerò del suo ultimo film, sempre con gran umiltà e come ho detto già all'inizio del mio blog, con un pò di incoscenza o sempplicemente di esprimere ciò che penso su qualcosa che amo molto cioè il cinema.
Trama: siamo nel 1950, Jack e i suoi fratelli vivono nel Midwest, scoprono il mondo e perdono la loro innocenza a contatto con la perdita e col dolore. La natura bruta e la grazia spirituale accompagneranno le loro vite per sempre.
THE TREE OF LIFE
| HO SCELTO QUESTA LOCANDINA PERCHE' PER E' QUELLA CHE RAPPRESENTA SI PIù IL FILM. |
Troppo metafisico, dall'impatto visivo molto ricercato, contemporaneo; i silenzi è vero che a volte parlano più delle parole, ma qui non hanno funzionato perchè nè le belle immagini e nè il modo di raccontare la trama di questa storia ( che ruota intorno ad una famiglia texana degli anni cinquanta) riescono a colmarli, lasciando un vuoto che lo spettatore non regge mentalmente e visivamente, arrivando poi ad annoiarsi.
Molte le scene immaginifiche, i significati trascendentali di alcune immagini, il film è pieno di belle immagini dal punto di vista estetico e creativo , come la fotografia, le luci ma non bastano a tener viva l'attenzione dello spettattore anche quello più appassionato di cinema.
Il quale starebbe lì a scervellarsi per capire il film dall'inizio alla fine, cosa un pò difficile da fare!!! Anch'io che sono una grande appassionata di cinema, pur impegnandomi ho fatto veramente fatica a capire tutto il film.
Il film vuole parlare di molte cose: della morte;
della genesi della'Universo di conseguenza della genesi della vita umana, partendo dall' era dei dinosauri per poi arrivare all'uomo; della nascita;
| Una delle immagini più belle del film. |
del rapporto padre e figli;
dell'accettazione della morte;
il rapporto con Dio e la Natura;
di ciò che accade di brutto portandoti a porti domande esistenzialiste come poi farà il piccolo protagonista, pur essendo così piccolo...sarebbero infiniti i significati che questo regista voleva trasmettrci, infiniti come i minuti trascorsi in sala per alcune persone che mi erano accanto al cinema e un pò anche per me.
Il TRAILER
Mi è piaciuto per il 40 % perchè alcune immagini sono veramnte belle esteticamente; i significati molto importanti della vita che lui ha porvato a spiegarci dal suo punto di vista creativo e per il finale forse ( che dicono non ci sia ), perchè è il pezzo che ho capito meglio
Nelle pezzo finale vedremo le sequenze Delle due porte che devono attraversare, una Sean Penn e l'altra il fratello morto del protagonista accompagnato dalla madre.
La porta che attraversa il protagonista da grande è la porta che lo condurrà tramite se stesso da giovane nel passato, cioè dala sua famiglia, dal fratello morto, dai sui amici e altre persone.
L'altra porta è quella che definirei "dell'accetazione della morte", in cui la madre con gran dolore, alla fine del film, lascia andare suo figlio. Queste sequenze le ho trovate un bella idea da realizzare visivamnete, come poi ci è riuscito il regista.
Anche la sequenza delle immagini dove si vede uno stormo gigantesco in mezzo ai grattacieli, non so se volesse spiegarci del grande contrasto che c'è tra la natura e la città?! Dove loro riescono a muoversi in maniera disarmante pur non essendo nel loro habitat naturale che li contrasta e andrà, ha causa del progresso a contrastarli sempre di più con il passare degli anni, decenni, secoli.
Per il resto ci sono delle belle parole alla fine del film, domande particolari che si pone il piccolo protagonista parlando con Dio, che ho trovato interessanti, la recitazione di Brad Pitt e del piccolo protagonista credibile e ben recita.
Le musiche sacre, le uniche della colonna sonora, alternate a le visioni "bibliche".
Utilizza un linguaggio, puro, rigoroso, perfetto, bellissimo, ma difficilissimo da seguire e da metabolizzare.L'aurea filosofica e religiosa è opprimente, continuamente e costantemente richiamata all'attenzione tramite le voci sussurrate dei protagonisti.
Purtoppo il film è lento, esagerata è la presenza di simboli spesso indecifrabili e addirittura difficilmente collegabili alla storia, tutte queste cose ne fanno un'opera veramente alta dal punto di vista artistico, ma clamorosamente impossibile da godere.
Difficile da comprendere come è poi difficile capire la vita, o comprensibile solo ai bravi critici cinematografici? Forse la seconada, perchè io ho fatto veramente fatica a capire tutto il film, infatti qui avete trovato tutto ciò che posseggo delle mie capacità comprensive di cinema.
DA VEDERE PER CURIOSITA' E PER LA BELLEZZA DELLE IMMAGINI.
Curiosità: nel film anche il compianto Heath Ledger avrebbe dovuto avere una parte.
CHERU82












