giovedì 16 giugno 2011

Un straordinario viaggio nella mente di uomo grazie al film "LO SCAFANDRO E LA FARFALLA".

Un poetico film Francese del regista Julian Schnabel del 2007, tratto da uno straordinario libro di JEAN-DOMINIQUE BAUBY.
Vincitore al Festival di Cannes come "Miglior Regia" ; ai Golden Globe come "Miglior film" e "Miglior regia".

LA LOCANDINA DEL FILM
                          Il film racconta la storia vera di JEAN-DOMINIQUE BAUBY, autore di successo e redattorecapo della prestigiosa rivista francese ELLE, un uomo in carriera circondato da donne bellissime e da una vita decisamente chic e glamour.
Colpito da un ictus all'età di 42 anni il 9 dicembre del 1995 da una rara sindrome, chiamata "locked-in syndrome": una sindrome rara ed estremamente grave che lo getta in un coma profondo da cui esce dopo molti giorni completamente paralizzato.
La sua piacevole vita verrà spezzata ed interrotta da questa mallattia che lo renderà disabile.
Durante la malattia riuscirà a scrivere un libro (autobiografico) su ciò che sta vivendo, in quei momenti di completa paralisi CON GRANDE FORZA D'ANIMO.
 Utilizzerà l'unica parte del corpo che riesce a muovere, la palpebra dell'occhio sinistro, con la quale insieme ad una caparbia ortofonista e ad una redattrice del suo editore, aiuteranno Bauby a creare un modo di comunicare ( un battito della palpebra corrisponde ad un "sì", due battiti corrisponderanno ad un "no") con il mondo esterno. Un nuovo alfabeto che lo porterà a realizzare un libro sul percorso doloroso e speranzoso, uscito in Francia nel 1997 con il titolo che ora ha il film.
Il suo corpo è immobile e pesante come uno scafandro e la la sua parte celebrale è viva; il pensiero e la palpebra sinistra che reagisce ai sui comandi gli permette di liberare la farfalla del pensiero. Con essa ci comunica i suoi sentimenti, desideri, disagi e grida di dolore vivi in lui.
L'uomo con grande lucidità ed ironia inizia a osservare il mondo e i paradosssi della propria esistenza con uno sguardo completamente nuovo esprimenndosi attraverso monologhi interiori.
Nel film vedremo e vivremo i rapporti con le sue donne e l'emozionante rapporto con il padre prima e dopo la malattia.
                                                     IL TRAILER
                                                
Un film realizzato veramente bene, il regista, a mio parere  ha creato un capolavoro, utilizzando un miscuglio di flash back, di viaggi della mente e dell'occhio della camera che è veramente l'occhio da cui vede il protagonista. 
Riesce a farci entrare molto bene nei pensieri, nell'immaginazioni e nelle memorie, parti vitali del protagonista. Tutto tramite una complessa e ambiziosa SOGGETTIVA SONORA del personaggio, data dalla voce fuori campo (EXTRADIEGETICA) e dai FLASHBACK.
La soggettina sonora è ben riuscita per merito della bravura di JULIEN SCHNABEL (regista, pittore e scultiore), il quale ci permette di entrare con facilità nel profondo dell'anima.
 Nella prima metà del film ci troveremo a vivere (tramite la soggettiva) come il protagonista, con inquadrature sfuocate, particolari che ci faranno entrare nel suo mondo visivo.
Il film suscita sensazioni forti, cluastrofobiche ed emozionati  riuescendo pero,  ad essere poetico,autoironico, non retorico ma alla stesso tempo commovente.
Un montaggio ben cosrtuito, bravi attori, straordinaria é l'interpretazione del personaggio da parte di  MATHIEU AMALRIC, che recita in maniera secondo me divina, rendendo credibilissimo il protagonista del film.
Da vedere perchè insegna molte cose sulla vita,sul valore di ciò che siamo e che possiamo fare.

UN SUO PENSIERO DEL PROTAGONISTA:

" L'IMMAGINAZIONE E LA MEMORIA SONO I SOLIMEZZI CHE HO PER USCIRE DAL MIO SCAFANDRO"


                                 IL LIBRO DA CUI è TRATTO IL FILM:


Jean-Dominique Bauby
Lo scafandro e la farfalla

"Ha voglia di dire qualcosa alle persone che si muovono?"
"Continuate. Ma fate attenzione a non essere divorati dalla vostra agitazione. Anche l'immobilità è fonte di gioia."

Da un'intervista rilasciata da Bauby a Erik Orsenna per "Elle"


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